TERZA ETA’ : SENSI SUPERIORI E QUALITA’ ANIMICHE – UDITO –

Lucia Castagnetti

Lucia Castagnetti

Dal 1993 mi dedico all'arte dell'umano vivere, aiutando a cogliere quel che la vita porta incontro biograficamente. Accolgo adulti, giovani e i più piccini con i genitori.

Accostando la figura del bambino a quella dell’anziano, possiamo immediatamente cogliere il significato profondo di quanto la saggezza popolare ha condensato nel detto:

Se il giovane sapesse ed il vecchio potesse

 

 SENSI SUPERIORI

 (percezione  e rapporto col mondo umano)

ATTENZIONE       UDITO          POLEMICA

E’ il senso con cui il mondo si rivela a noi, ci informa di qualcosa di inerente ad esso più che a noi stessi.

Facciamo risuonare un cristallo: il suono che otteniamo è manifestazione della sua essenza, non della nostra.

“Tendendo l’orecchio” siamo in grado di valutare che il tichettio dell’orologio misura il tempo che passa, o se il motore della nostra automobile non funziona.

Ma, in più, l’udito ci fa penetrare nel mondo della musica.

La natura non è musicale, o meglio non esiste musica in natura.

La musica è nata con l’uomo : prima come melodia o nenia cantata, cui, egli, ha affiancato, nei secoli, strumenti musicali sempre più raffinati.

Attraverso il mondo musicale, da lui stesso creato, l’uomo è in grado di trascendere il terrestre per entrare in un mondo in cui, “la musica delle sfere”, è realtà.

Espressioni come “tendere l’orecchio”, per la persona avanti negli anni, diventa sempre più una necessità di arricchire la propria anima piuttosto che non occasione per esprimersi attraverso la parola.

Pensiamo al bambino che attraverso un’interminabile catena di “no”, afferma la sua indivudualità, al giovane che critica ogni cosa per acquisire certezza, all’adulto che impone la propria autorità letteralmente “sordo” ad ogni innovazione che possa minacciare la sua posizione.

Così scopriamo il profondo significato della parola attenzione tantopiù quando il nostro orecchio è, ormai, usurato dagli anni e non è stato adeguatamente esercitato ad ascoltare.

Incontrollabilmente sgorga dalla nostra interiorità, il bisogno di esprimerci in modo ostinatamente infantile o criticamente adolescenziale o irragionevolmente autoritario.

La polemica diventa il mezzo espressivo abituale di chi non ascolta e, tragicamente, diventa esempio vivente della veridicità del detto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Un famoso detto inglese recita:

C’era un vecchio gufo che viveva in una quercia,

più vedeva, meno parlava,

meno parlava, più ascoltava.

Perchè non possiamo essere come quel vecchio, saggio uccello?

 

 

 

 

 

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