Terza Età: qualità animiche in evoluzione (SENSI MEDI : contatto con il mondo)

Lucia Castagnetti

Lucia Castagnetti

Dal 1993 mi dedico all'arte dell'umano vivere, aiutando a cogliere quel che la vita porta incontro biograficamente. Accolgo adulti, giovani e i più piccini con i genitori.

 SENSI MEDI

(CONTATTO CON IL MONDO)

 

 

 

TOLLERANZA                                             OLFATTO                                            MALIGNITA’

 

Fornosce la prima, rudimentale informazione con il mondo esterno.

Attraverso il processo respiatorio percepiamo il mondo  in forma gassosa.

Va precisato il fatto che è indispensabile per odorare, tant’è che, un odore sgradevole, ci fa trattenere il respiro, risparmiandoci una spiacevole sensazione.

Si può dire che il primo senso che consente al mondo esterno di penetrare dentro di noi.

Notiamo come l’odorato ci informi di qialcosa che sta fuori di noi ma che, quai sempre, non vale in egual misuraper noi : il nostro cattivo odore è, infatti, spesso percepito dagli altri ma non smpre altrettanto da noi.

Anche qui, come per il tatto, ci possiamo fermare di fronte all’ostacolo di una percezione sgradevole oppure andare oltre e suscitare in noi qualcosa che ci permette di superarla, qualcosa che chiameremo comprensione o tolleranza, ed a cui contrapporemmo il sentimento della malignità a sottolineare come il respingimento delle altrui caratteristiche che non ci aggradano facilmente ci provochi reazioni più complesse che non il semplice rifiuto, quasi imputassimo agli altri un’offesa che deve essere sanzianata con un moto, appunto, di cattiveria.

 

 

 

CORTESIA                              GUSTO                                 LITOGIOSITA’

 

Propone informazioni più precise attraverso le sensazioni del dolce, salato, amaro e acido.

Con i sapori entriamo in rapporto con il mondo più i timamente mediante ingestione di sostanze, solubili nel succo  salivare, più dense rispetto ai gas.

Va detto che, sebbene fisiologicamente i sapori sembrano essere solo quattro, il gusto non funziona mai da solo come dimostra il fatto che, se siamo influenzati ed il nostro naso è chiuso, il cibo si fa, stranamente, insipido.

Ogni buongustaio sa che un buon piatto è accompagnato da un profumo invitante tanto da “far venir l’acquolina in bocca” e che, alla fine del pasto, ci si abbandona ad una piacevole sensazione di “pienezza” dello stomaco (offerta dall’attività del senso del tatto).

Pensiamo al goloso che annega, nella quantità, in senso stesso da cui è stimolato: l’eccesso di dolce, infatti, annulla il dolce.

Non solo solo, ma impedisce, magari per molto tempo di ripetere l’esperienza.

E’, quindi, un senos che si propone di stabilre un equilibrio tra le capacità digestive ed il desiderio, magari compensatorio di una carenza affettiva, di un certo cibo.

Sul piano psichico tutto ciò si traduce in una alternanza di stati d’animo compresi fra cortesia e litigiosità.

E’ nel linguaggio comune, per esempio, il riferirsi ad una persona come ” squisita”  o ai suoi atteggiamenti come “dolci” è molto frequente se è presente una volontà di scoprirne fli aspetto piacevoli.

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