A servizio del Potere della Vita

Emanuela Presepi

Emanuela Presepi

Ho ideato un approccio di Cura alla Persona dove l'aspetto fisico, quello psichico e quello spirituale, sono trattati come un'unica realtà da comprendere e guarire.

Qualsiasi azione autenticamente terapeutica nasce da un potente movimento creativo,

così come ogni creazione artistica ha una potente valenza terapeutica.

Cosa accomuna queste due modalità espressive, questi due ambiti apparentemente così diversi?

Sono convinta che creatività e psicoterapia si sposino alla perfezione e possano incontrarsi, arricchendo le reciproche modalità di espressione.

Così l’arte di curare l’animo umano, oltre ad essere di per sé un’alta forma di creatività, può beneficiare delle arti grafiche, delle produzioni musicali, così come della poesia e della letteratura.

Credo che tutti questi linguaggi possano unirsi al servizio dell’armonia e della bellezza e che insieme possano migliorare la qualità della vita delle persone ponendosi al servizio di un nuovo concetto di salute.

Il processo creativo per sua natura fuoriesce dal noto, dal consueto, dagli schemi e dalle regole predefinite, non può rientrare nelle statistiche e nelle analisi di mercato e neppure nelle definizioni contenute nei manuali di psichiatria e psicopatologia.

Per entrare in un ambito creativo occorre osare abbandonare ciò che si sa, ciò che si è già sperimentato, tutto quello che si è abituati a fare e uscire, affrontando il rischio di sbagliare, di fallire, entrando nel territorio dell’incerto, dove l’unica certezza è l’originalità  dell’esperienza.

Allora finalmente si può godere nel creare qualcosa di nuovo, di personale, di unico e irripetibile.

Occorre grande fiducia nelle proprie potenzialità ma anche fiducia nel campo delle infinite possibilità.

A volte la motivazione, la fiducia, la determinazione, sono smarrite in mezzo alla nebbia delle paure, dell’insicurezza, della rabbia e del senso di colpa, allora è utile un testimone che sappia osservare, dissolvere la nebbia, sostenere, infondere fiducia e dare tranquillità.

Questo è, secondo me, il compito dello Psicoterapeuta, che io associo alla funzione dell’ostetrica, che accompagna, sostiene e si prende cura della partoriente, senza sostituirsi in alcun modo a lei, perché crede nella forza della madre e ha fiducia nel potere della Vita.

Ogni trasformazione è una nascita, e per sua natura un processo incerto, sconvolgente, terrificante, ma è quanto di più creativo esista, esattamente come la nascita di un essere vivente.

Dipingere un quadro, partorire un figlio, assistere alla “guarigione” di una persona, sono tre processi potentemente creativi, veri e propri “miracoli” che possono realizzarsi grazie alle misteriose forze della natura e alle inaspettate potenzialità insite nell’essere umano.

Cos’è un miracolo se non la possibilità di fare apparire qualcosa che prima non c’era e fare scomparire ciò che prima era presente?

Ma per fare “miracoli” è necessario avere fiducia, una sconfinata fiducia nella Vita, nel genere umano e in sé stessi.

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